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Castello di Carpignano |
| TURISMO: Cosa Visitare | ||
| Riserva naturale Abbadia di Fiastra | ||
| Resti Romani Urbisaglia | ||
| Sferisterio Macerata | ||
| Grotte di Frasassi | ||
| Parco nazionale dei Sibillini | ||
| Parco nazionale del Conero | ||
| Castello della Rancia | ||
| Castello Pallotta - Caldarola | ||
| Musei | ||
| Musei nelle Marche | ||
Musei a Tolentino:
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| Eventi e Manifestazioni | ||
| Tolentino 815 | ||
| Città da visitare | ||
| San Severino Marche | ||
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| Camerino | ||
| Sarnano | ||
| Caldarola | ||
| TURISMO: Cosa Visitare | ||
| Riserva naturale Abbadia di fiastra | La
Riserva Naturale Abbadia di Fiastra è un territorio dove rivive lo
straordinario spirito che ha animato le cose del passato e dove la natura
conserva ancora un inequivocabile segno della sua splendente bellezza.
Essa si estende per circa 1.800 ha nel territorio dei comuni di Tolentino
e Urbisaglia, nella fascia medio-collinare della provincia di Macerata,
fra i 130 ed i 306 m. Sito di estremo interesse naturalistico-scientifico nonché artistico, data la presenza dell'abbazia di Chiaravalle di Fiastra: esempio di arte romanico-cistercense di rara purezza, la cui origine, documentata da 3194 pergamene e dovuta alla volontà del duca di Spoleto e marchese di Ancona Guarniero II, risale a quando i monaci cistercensi di Milano si insediarono da queste parti. Realizzarono sul territorio opere di bonifica del suolo paludoso e dissodarono i terreni. Dopo saccheggi, restauri e alterne vicende, trascorsi 361 anni, i monaci cistercensi sono tornati a risiedervi.
Il territorio della riserva naturale presenta una tipica morfologia fluviale caratterizzata da fasce di fondovalle, lungo le quali si snodano i letti sinuosi dei fiumi Fiastra e Chienti. Interessante anche la flora e la fauna che comprende specie tipiche della fascia collinare della regione Marche oltre ad altre interessanti entità a distribuzione limitata o anche rare per l'Italia. |
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| Resti
Romani Urbisaglia
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Da Tolentino, scavalcando il dorso delle colline in direzione Sud, si arriva a Urbisaglia: nella piana sottostante situata all'incrocio di due importanti strade romane, quella che da Ascoli (Asculum) sale verso Macerata attraversando le alte colline dell'interno, e quella che collegava Fermo (Firmum) a S. Severino Marche (Septempeda) si trova Urbs Salvia, antico insediamento romano risalente al I secolo a. C. Ciò che resta della città romana di Urbs Salvia rappresenta il più importante complesso archeologico della Regione Marche, inserito in un contesto naturale che conserva oggi la selvaggia bellezza di allora. All'interno di un'area racchiusa da una cinta muraria notevolamete estesa sono visitabili due dei maggiori teatri romani della "Marca": l'Anfiteatro e l'Area sacra comprendente il Tempio e il Criptoportico, percorso sotterraneo con numerosi affreschi. Un notevole esempio di architettura civile romana è costituito dall'antico serbatoio dell'Acquedotto, strutturato in due ampie gallerie parallele. |
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| Sferisterio
Macerata
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Lo Sferisterio di Macerata è una struttura teatrale unica nel suo genere architettonico. Secondo alcuni il teatro all'aperto con la migliore acustica in Italia. L' edificio è stato progettato nel 1823 dal poliedrico architetto neoclassico Ireneo Aleandri (progettista, tra l'altro, del viadotto dell'Ariccia e del Teatro Nuovo di Spoleto). Lo sferisterio deve il suo nome e la sua particolare pianta a segmento di cerchio alla destinazione d'uso originaria, come luogo per il pallone col bracciale. Ha una capienza massima di 3000 persone ed è noto da qualche anno per la stagione estiva dell'opera chiamata "Macerata Opera". Nel 2005 per la prima volta si sono svolte qui le finali del concorso Musicultura, vinto da Simone Cristicchi con la canzone Studentessa universitaria. |
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| Grotte
di Frasassi
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Le grotte di Frasassi sono delle grotte carsiche sotterranee che si trovano all'interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi nel comune di Genga (AN). Le grotte sono parte di un complesso sistema ipogeo che si estende per circa 18 chilometri all'interno del Parco regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, un'oasi di verde ricca di storia e arte. Scoperte nel 1971 e aperte al pubblico dal 1974, le spettacolari cavità sono già state visitate da oltre dieci milioni di persone. In un'ora circa di itinerario silenzioso e agevole si possono ammirare gli involontari capolavori della natura valorizzati da un sapiente uso dell'illuminazione, opera dello scenografo Cesarini da Senigallia. Piccoli laghi, stalattiti intarsiate, lucenti stalagmiti, sale con arabeschi di cristallo e alabastro dai nomi più fantasiosi: il maestoso Abisso Ancona, la Sala dei Duecento, il Grand Canyon, la Sala delle Candeline, la Sala Bianca, la Sala dell'Orsa e quella dell'Infinito. |
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| Parco nazionale dei Sibillini
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Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini si trova a cavallo tra l’Umbria e le Marche nella parte orientale della regione. Il parco è ricco di specie animali, tra le quali alcune sono protette. Tra i mammiferi notiamo il lupo il gatto selvatico, l’istrice, il capriolo, l’aquila reale, il falcone pellegrino l’astore lo sparviero ed altri. Il parco dei Sibillini conserva antichissime tradizioni gastronomiche, qui la civiltà pastorale si unisce alla norcineria e l'agricoltura resiste, con alcune produzioni simbolo del territorio umbro.
Una catena montuosa che si erge nel cuore dell'Italia fino a raggiungere, con il M. Vettore i 2.476 m. E' qui, nel regno della mitica Sibilla che nel 1993 è nato il Parco Nazionale Monti Sibillini (oltre 70.000 ha) con lo scopo di salvaguardare l'ambiente, promuovere uno sviluppo socio-economico sostenibile e favorire la fruizione ad ogni categoria di persone sì da creare un "Parco per tutti". Lupo, aquila reale, falco pellegrino e numerose specie endemiche sono i segni più evidenti di una diversità e di una ricchezza biologica che, unitamente al fascino delle abbazie e dei centri storici medioevali, disseminati a guisa di corona alle falde del gruppo montuoso, hanno contribuito a determinare un mondo antico e suggestivo dove il tempo sembra, ancora oggi, essersi fermato per rendere omaggio a una realtà di così straordinaria bellezza. |
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| Parco nazionale del Conero
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Unica emergenza (572 metri) a picco sul mare da Trieste al Gargano, in simbiosi con le città di Ancona e Camerano, e con i centri turistici balneari di Sirolo e di Numana, il monte Conero è il cuore dell'omonimo Parco Regionale.
Il Parco regionale del Conero, istituito nel 1987, è un'oasi ambientale nata attorno al monte Conero: 572 metri di macchia mediterannea a picco sul mare. |
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| Castello della Rancia
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A qualche chilometro dal centro abitato di Tolentino si erge, solitario e maestoso, ben visibile anche dalla superstrada, il Castello della Rancia. Fu costruito nel 1357 per ordine di Rodolfo Varano, signore di Camerino, nel punto in cui sorgeva anticamente una casa-torre abitata da un piccolo feudatario. Lo scopo di Rodolfo era quello di costituire una fattoria fortificata sul modello di quelle cistercensi (“grance”, da cui il nome) dipendenti dalla vicina Abbadia di Fiastra. Dell’antica residenza feudale sono rimaste il mastio e poche altre strutture. Il Castello della Rancia, costituito da una cinta merlata con due torri angolari, era forse circondato da un fossato sul quale calava un ponte levatoio. Nel corso dei secoli il Castello della Rancia è stato teatro di molte battaglie che hanno visto come protagonisti Giovanni Acuto, il Lando, Braccio da Montone, Nicolò Piccinino e Francesco Sforza, oltre naturalmente a quella che viene ricordata come la prima battaglia per l’Indipendenza (2-3 maggio 1815) fra i Napoletani di Murat, che voleva unificare l’Italia, e gli Austriaci. Di questo evento si ripete ogni anno alla fine di aprile una riuscita rievocazione storica con centinaia di figuranti. |
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| Castello
Pallotta - Caldarola
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Il castello Pallotta dà un volto indimenticabile a tutto il paese di Caldarola: dall'alto del colle si impone con l'armonia di una costruzione rinascimentale, che ha preso il posto delle modeste abitazioni dove una volta aveva dominato il castrum feudale. Non si hanno notizie certe sulla nascita di questo castello nel quale si entra attraverso Porta Camerte, chiusa da un massiccio portone. Superato il primo cortile con cammino di ronda, saracinesca per la chiusura dell'entrata e relativa caditoia ci si trova in un atrio piuttosto buio; nel vestibolo di sinistra si può ammirare un affresco del 1485. Dall'atrio si passa nella sala delle carrozze, delle sellerie e delle armi. Attraverso il ponte levatoio si entra nel parco, dove giganteggia uno dei pini più antichi della regione. Nel piano nobile, tra le numerose sale, completamente ammobiliate, si distingue la sala da pranzo, nella quale è conservata una ricca collezione di ceramiche del '700 e di cristalli di Boemia. La signoria ed il restauro del Castello di Caldarola furono delegati alla famiglia Pallotta nel 1450 da Niccolò Mauruzi da Tolentino. Jacopo, ingegnere militare, colui che già nel 1460 aveva potuto ricostruire tutto ciò che le guerre e il tempo avevano distrutto, discendeva da una stirpe di guerrieri-architetti normanni, scesi in Sicilia con Goffredo di Buglione verso il 1100. Nel 1296 il capitano di ventura Gugliehno Pallotta difese quasi da solo il ponte di Brindisi " dai franzosi ", armato di una mazza snodata a tre palle, la quale campeggia nello stemma gentilizio concesso in seguito da Bonifacio VIII. La famiglia ha avuto, nel corso dei secoli, ben quattro cardinali ( Evangelista 1597, Giovan Battista 1666, Guglielmo metà del '700, Antonio 1847) ma, soprattutto, ad Evangelista, elevato alla dignità della Porpora e nominato Prefetto della Fabbrica di San Pietro dal marchigiano Sisto V, la città di Caldarola deve la sua rinascita architettonica e la sua struttura tipicamente sistina. Alla fine dell'Ottocento, il conte Desiderio, erede della sensibilità architettonica della famiglia, si impegna nell'impresa di ripristinare e ricostruire le opere deteriorate, restituendo al Castello parte dell'antico carattere militare. |
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| Città da visitare | ||
| San Severino Marche |
Sorta
dopo il 545 sulle rovine della città romana Septempeda. È possibile
visitare la pinacoteca comunale e il museo dove sono raccolti i resti
delle civiltà romane ed etrusche, bellissimi la caratteristica Piazza del
Popolo e i numerosi edifici storico-religiosi all'interno del centro
storico.A 20 minuti dalla fattoria, direzione S. Severino. Situato nella valle del Potenza, ai piedi del colle del Montenero, sorge San Severino Marche, un piccolo paesino che dista circa 26 chilometri da Macerata. Oltre alla tranquillità del luogo, San Severino Marche custodisce numerosi monumenti che testimoniano il suo passato medievale e risorgimentale. Tra i tanti, è possibile ammirare presso la graziosa Piazza del Popolo il Palazzo Municipale, il Palazzo dei Governatori e la sua Torre dell'Orologio, il Palazzo Servanti Collio, la Chiesa di Santa Maria delle Misericordia, il Duomo Vecchio, la Chiesa di San Lorenzo in Doliolo. Si può altresì visitare il parco archeologico in località Pieve, con i ruderi della città romana di Septempeda. Tra i musei di San Severino Marche, il Museo Archeologico G. Moretti e la Pinacoteca Comunale Tacchi Venturi che custodisce opere di prestigio, come una Madonna della Pace del Pinturicchio, ed altri affreschi di Vittore Crivelli e Niccolò Alunno. |
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| Tolentino
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L’ubicazione di TOLENTINO è particolarmente felice: sorge al centro della provincia maceratese, sulla riva sinistra del fiume CHIENTI, a 224 metri sul livello del mare. É circondata da ridenti colline dai colori molteplici ed irripetibili. In lontananza è possibile scorgere la catena dei SIBILLINI, che rievocano le affascinanti leggende del Tannhäuser, del Guerrin Meschino e della Sibilla nascosta nell’oscurità del suo antro. La posizione centrale in cui si trova, rende TOLENTINO baricentro ideale tra mare e montagna (infatti entrambi distano dalla città circa 40 Km e sono facilmente raggiungibili grazie ad un buon sistema di comunicazioni). Al centro delle Marche, meta turistica tra le più interessanti della Regione, la Città di Tolentino ha visto prosperare antichissimi popoli sin dal paleolitico superiore. A questa epoca risale il "ciottolo di Tolentino" (Museo Archeologico di Ancona), testimonianza di una progredita sensibilità creativa. |
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| Macerata |
A distanza di secoli Macerata è ancora oggi una delle città d'Italia considerata ad alta qualità della vita per la sua vivibilità. Il suo patrimonio comprende cultura e tradizione. Tra i plessi di interesse turistico segnaliamo l'Arena Sferisterio, il Teatro Lauro Rossi, la Loggia dei Mercanti, il Palazzo dei Diamanti, il Museo della Carrozza, il Museo Palazzo Ricci, la Porta Montana, l'Area archeologica Helvia Recina. Tra le chiese, la Cattedrale di Macerata, la Basilica di Santa Maria della Misericordia, la Chiesa di Santa Maria della Porta. Tra le manifestazioni folkloristiche sono da vedere la Festa di San Giuliano e il Saltarello, una vasta famiglia di balli tradizionali legate ad alcune regioni centrali dell'Italia. Notevole è anche la tradizione gastronomica di Macerata con piatti tipici come "lo salato", "la pizza co li strisci", "le olive strinate", "i vincigrassi", "i tajulì pilusi", "la polenta con la sapa", "il pistacoppo", "la fava ngreccia". Tra i vini il Bianco Colli maceratesi e il Verdicchio di Matelica. |
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| Porto Recanati |
Località balneare che conserva ancora intatti tutti i suoi caratteri di antico borgo marinaro. Nove chilometri di spiagge, acque cristalline, il monte Conero sullo sfondo: una cornice invidiabile in cui lasciarsi coinvolgere dalla calda e spontanea ospitalità dei Porto Recanatesi. |
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| Recanati |
Famosa per essere la città natale del poeta Giacomo Leopardi che la ricordava come "natìo borgo selvaggio", Recanati è stato anche un importante centro medievale che conserva numerose testimonianze dell'epoca. Della presenza di Giacomo Leopardi si potranno vedere la Piazza Leopardi, il Palazzo Leopardi con il museo leopardiano e il Centro Nazionale Studi Leopardiani che fa di Recanati un prestigioso centro di cultura. Si possono, inoltre, visitare la Torre del Borgo, il Palazzo Comunale, la Pinacoteca Civica "Beniamino Gigli" con i ricordi del famoso tenore, la Chiesa di San Domenico e il Museo Diocesano. Nei pressi di Recanati si può anche raggiungere Porto Recanati, località balneare adatta a chi ama il mare, e visitare la zona archeologica in località Santa Maria a Potenza. Tra le manifestazioni, invece, si evidenziano il Giugno recanatese e la Fiera di San Vito, le Celebrazioni leopardiane e la Sagra della frittella. |
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| Civitanova Marche |
Con un ottimo sviluppo economico ed urbanistico, a pochi chilometri da Macerata, Civitanova Marche possiede una fiorente piccola attività industriale legata al settore calzaturiero, alla pesca, al commercio e al turismo. In particolare, la sua spiaggia di ghiaia e sabbia ne fa una frequentata località balneare. Nella sua parte più antica, Civitanova Alta, si può ammirare il nucleo medievale con le mura quattrocentesche, dove ha sede la Galleria d'Arte Moderna. Da visitare anche il Santuario di San Marone, luogo dove avvenne il martirio del santo piceno. Nelle immediate vicinanze di Civitanova Marche, a Montecosaro, si può ammirare l'Abbazia di Santa Maria a Piè di Chienti, con affreschi di Andrea da Bologna, dove degli artigiani lavorano il ferro battuto e restaurano i mobili antichi. Tra le manifestazioni ci sono Marche a tavolea e Millimarche, dedicata all'oggettistica ed ed editoria militare |
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| Numana |
Piccola località balneare poco a nord di Porto Recanati, con porto turistico per collegamenti via mare con la caratteristica spiaggia delle Due Sorelle. Numana si trova nel comprensorio del Parco del Conero, all'interno del quale si possono fare delle brevi e piacevoli escursioni immersi nella verdeggiante macchia mediterranea che sovrasta l'azzurro mare Adriatico. Numana è una località di sicuro rifugio per godere una vacanza rilassante e divertente, in uno scenario da sogno. |
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| Loreto |
Posta su di un colle, tra le valli dei fiumi Musone e Potenza, si trova Loreto, città conosciuta nel mondo perché meta di pellegrinaggio religioso. A Loreto, infatti, si trova il Santuario della Santa Casa, dove visse Gesù di Nazareth, che è divenuto il centro di attrattiva del turismo religioso della città. Oltre al Santuario della Santa Casa, al cui interno vi lavorarono artisti come il Bramante, Baccio e Pontelli, a Loreto si possono ammirare la splendida Piazza della Madonna, il Palazzo Apostolico, la Pinacoteca Museo e i Bastioni cinquecenteschi. Fiorente l'artigianato con argentieri, articoli religiosi, pipe in radica e strumenti musicali. Tra le manifestazioni di interesse turistico, spiccano la Rassegna internazionale di Cappelle musicali, il Settembre lauretano con la corsa del drappo e la Festa della Venuta della Santa Casa. Loreto è anche adatta per chi ama la buona cucina, nota per le sue tradizioni gastronomiche; i vincigrassi, piatto marchigiano, viene a Loreto preparato in modo più elaborato secondo una ricetta che risale al periodo giacobino. |
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| Cingoli |
Cingoli è una cittadina che unisce alle straordinarie visioni paesaggistiche un centro storico ricco e ben conservato: è chiamata, infatti, il "Balcone delle Marche". dalle mura cittadine è possibile scorgere il caratteristico paesaggio collinare fino al mare Adriatico, mentre il centro storico è attraversato da tipici vicoletti di borgata medievale. Le sue origini risalgono all'antica Cingulum, fondata nel II secolo a.C. nella parte più bassa dell'attuale abitato. Durante il Medioevo si espanse fino a 600 m. di altitudine assumendo l'attuale conformazione. Ospitò Federico Barbarossa e diede i natali a papa Pio VIII Castiglioni. In Piazza Vittorio Emanuele, la seicentesca Cattedrale contiene, all'interno, notevoli opere d'arte (tra le curiosità, una rosa d'oro, preziosa opera di oreficeria, donata da Pio VIII) e il Palazzo Municipale (del XII sec., restaurato nel XVI) possiede una Torre dell'Orologio romanica. In fondo a via Cavour si incontra la Chiesa di S. Francesco (XIV sec.), dietro la quale si apre il famoso Belvedere che ha originato il soprannome di 'Balcone delle Marche'. Il più bel monumento di Cingoli si trova fuori Porta Pia, è la Chiesa romanico-gotica di S. Esuperanzio. |
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| Pioraco | A
pochi chilometri dal valico del Cornello, è un piccolo e grazioso paesino
di montagna, racchiuso in una gola rocciosa e famoso per le antiche
industrie cartiere.
In questo piccolo centro vi sono ancora cartiere che sfruttano l'energia delle cascate del Potenza. Le prime vi furono impiantate già nel 1360 ma più antico è l'abitato, sorto in età romana sulla via Prolaquense che congiungeva l'Umbria con l'Adriatico. |
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| Visso |
Borgo medievale e antico punto di collegamento con la parte tirrenica e con la Capitale, è immerso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Partendo dal paese è possibile fare escursioni di ogni tipo ammirando flora e fauna del territorio. Visso è un paesino situato nella Valnerina, sul versante occidentale dell'Appennino. Si presenta come un antico e cupo borgo medievale che fu Municipio romano di una certa importanza. E' anche luogo di villeggiatura montana. |
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| Serrapetrona |
Secondo la tradizione riportata in antichi documenti, Serrapetrona avrebbe avuto il suo nome da un certo Petronio, ricco e valoroso cittadino romano, qui rifugiato per sfuggire a persecuzioni. Le sue origini, tuttavia, sono ancora più antiche; infatti, nel suo territorio, sono state ritrovate tracce di insediamenti che risalgono alle epoche paleo e neolitica. Difendono Serrapetrona due cinte murarie medievali con quattro massicce porte. Fin dai primi anni del '200 il paese era tutto stretto attorno alla chiesa di San Clemente e al palazzo pubblico già sede del feudatario. Fu aggregata come libero comune al distretto di Camerino dalle autorità papali nel 1240 durante la lotta tra guelfi e ghibellini,e ne divenne poi parte integrante della Signoria. Di quell'epoca resta il ricco patrimonio di pergamene del comune, e opere pittoriche di Lorenzo D'Alessandro. Pochi centri nella regione vantano tanta splendida storia e tanta splendida arte. La sua storia si lega anche alla produzione di quell'ottimo vino spumante naturale "VERNACCIA". La produzione della vernaccia è una produzione secolare. Fin dai tempi più antichi è stata sempre uno dei più accreditati prodotti di queste terre. Lo stesso Dante ne era ghiottissimo: " ...e purga per digiuno le anguille di Bolsena e la Vernaccia.". |
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| Camerino |
Camerino vanta una gloriosa storia medievale come capitale del ducato dei Da Varano e una nobile tradizione culturale: il suo 'studium' trecentesco fu riconosciuto Università nel 1727 da Benedetto XIII. Il suo valore era stato riconosciuto già in epoca romana in quanto prode alleata di Roma nelle guerre sannitiche e puniche. Nella centrale Piazza Cavour si affacciano il Duomo (ricostruito nel 1832 dopo il terremoto del 1799) fiancheggiato da due campanili, il Palazzo Arcivescovile (1572-80), probabilmente di Vignola, sede del Museo diocesano, il Palazzo Ducale, ora sede dell'Università (vi lavorò Braccio Pontelli), l'Orto Botanico attiguo al Palazzo Ducale. Il Palazzo Comunale conserva alcune opere di Bruno Bartoccini. L'ex chiesa di S. Francesco (XIII sec.), romanico-gotica, è sede della Pinacoteca. Infine dalla Rocca si gode uno splendido panorama. Il Museo Pinacoteca Diocesana è installato nelle sale del Palazzo Arcivescovile. Nella Sala del Tiepolo, è conservato il capolavoro che il pittore veneto dedicò alla Visione di San Filippo. La Pinacoteca e Museo Civico raccoglie opere di pittori locali dei secoli XIV-XVI provenienti dalla confisca dei beni di proprietà di ordini religiosi. Il Museo di Scienze Naturali dell'Università possiede, nella sezione geo-paleontologica, una notevole collezione di vertebrati fossili del Quaternario (ippopotami, elefanti e rinoceronti della piana di Colfiorito). Lungo la strada per Polverina (km 12), si incontra la Rocca di Varano (km 8) e di qui, a 3 km, San Maroto, dove sorge isolata la bella chiesa di S. Giusto (XII sec.) a pianta rotonda. Dopo Polverina il lago omonimo costituisce un importante bacino idroelettrico. A Pioraco (km 15), famoso per la produzione artigianale della carta, si visitano il Ponte Marmone e i resti di Via romana. |
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| Sarnano |
Sarnano è un paesino con due nuclei abitati, quello medievale, tutto in cotto, abbarbicato su un ripido colle, e quello moderno in piano. Le origini di Sarnano sono da ricondurre ad una assegnazione di terre ai veterani di Augusto mentre la nascita del libero comune risale al secolo XIII quando sorge in contrapposizione al potere feudale. Nella Piazza Alta, sulla sommità del Borgo medievale, si trova la Chiesa di S. Maria Assunta. Fu edificata nella seconda metà del XIII secolo ed è sovrastata da un massiccio campanile più tardo di un secolo. Al suo interno contiene affreschi di Nicolò Alunno, di Lorenzo d'Alessandro e di Girolamo di Giovanni (XV sec.). La facciata è arricchita da un portale in La Pinacoteca Civica di Sarnano conserva opere del Crivelli, tra cui la Madonna con Bambino ed Angeli, e opere dell'Alemanno e del Pagani. |
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| Caldarola |
Caldarola, sorta probabilmente come villaggio rurale in epoca precedente al IX-X secolo e divenuta, durante il periodo medievale della lotta tra Papato e Impero, feudo dello Stato Camerte, agli inizi del 1400 ottiene l'indipendenza sancita dalla bolla di emancipazione di Eugenio IV (1434), avviandosi ad un periodo di fioritura che culmina nel pieno 1500. Il paese risente in particolare dell'intensa opera di aggiornamento urbanistico promossa da Sisto V a Roma nei cinque anni del suo pontificato (1585-1590), soprattutto per merito dei cardinali creati dal papa piceno. Evangelista Pallotta, elevato alla porpora nel 1587 dopo un rapido cursus honorum percorso all'ombra dell'autoritario pontefice, fu particolarmente alacre nell'abbellire la sua città di origine, Caldarola, sviluppando un piano urbanistico di grande respiro che in pochi anni ridisegnò il volto del centro medievale con la creazione di un'ampia piazza sulla quale prospetta il nuovo palazzo cardinalizio, della Collegiata di San Martino e della chiesa di San Gregorio, ma anche di opifici destinati ad incrementare le attività artigianali del territorio. Il Cardinale Pallotta si avvalse del pennello di Simone De Magistris e della sua scuola per decorare i nuovi edifici da lui realizzati: egli riconobbe infatti in Simone De Magistris il più importante pittore attivo nel territorio alla fine del Cinquecento, nonché l'interprete più avvertito delle rinnovate istanze dell'arte sacra sancite in occasione del Concilio di Trento ed il più fecondo autore di opulente decorazioni ispirate allo stile sistino, caratterizzate dall'interazione fra l'apparato plastico in stucco ed i dipinti murali. |
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| Musei | ||
| Musei nelle Marche
www.museionline.it/subsites/marche/
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| Eventi e Manifestazioni | ||
| Tolentino 815
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Ogni anno, il 2-3 maggio, il comune organizza "Tolentino 815", una rievocazione storica in costume della Battaglia di Tolentino, a cui partecipano figuranti ed appassionati da tutta Italia per ricostruire lo scontro tra le truppe di Gioacchino Murat e l'esercito austriaco.
L’Associazione TOLENTINO 815 in collaborazione con il Comune di Tolentino organizza la Rievocazione Storica in costume della Battaglia di Tolentino, combattuta il 2 e 3 maggio 1815 tra l'esercito di Giacchino Murat, Re di Napoli, e quello austriaco del Barone Federico Bianchi; considerata da vari storici come la Prima battaglia per l’Indipendenza Italiana. |
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