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Castello di Carpignano |
Sezione
in costruzione !
| Storia | ||||||||
| L’ubicazione
di TOLENTINO è particolarmente felice: sorge al centro della provincia
maceratese, sulla riva sinistra del fiume CHIENTI, a 224 metri sul livello
del mare. É circondata da ridenti colline dai colori molteplici ed irripetibili. In lontananza è possibile scorgere la catena dei SIBILLINI, che rievocano le affascinanti leggende del Tannhäuser, del Guerrin Meschino e della Sibilla nascosta nell’oscurità del suo antro. La posizione centrale in cui si trova, rende TOLENTINO baricentro ideale tra mare e montagna (infatti entrambi distano dalla città circa 40 Km e sono facilmente raggiungibili grazie ad un buon sistema di comunicazioni). Al centro delle Marche, meta turistica tra le più interessanti della Regione, la Città di Tolentino ha visto prosperare antichissimi popoli sin dal paleolitico superiore. A questa epoca risale il "ciottolo di Tolentino" (Museo Archeologico di Ancona), testimonianza di una progredita sensibilità creativa.
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Cosa visitare |
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| Basilica San Nicola | ||||||||
| S. Nicola nacque nel 1245 a Sant'Angelo in Pontano, in provincia di Macerata. Dopo aver trascorso diversi anni nei vari conventi agostiniani delle Marche, nel 1275 fu inviato a Tolentino dove visse e morì nel 1305 all'età di 60 anni.
L'esemplarità della sua condotta, i molteplici miracoli compiuti prima e dopo la sua morte, fecero nascere una intensa e diffusa devozione verso colui che era ritenuto Santo anche quando era ancora in vita. Ciò spinse Giovanni XXII, nel 1325, ad indire un processo di canonizzazione, il cui decreto ufficiale giunse però più di un secolo più tardi, per volontà di Eugenio IV. In un anno imprecisato, intorno alla fine del XIV secolo, fu tentato di profanare la salma mediante il taglio delle braccia dalle quali sgorgò, allora come in molteplici occasioni posteriori, del sangue vivo.
Allo scopo di evitare ulteriori simili tentativi, il corpo fu sepolto in un luogo di cui si perse la memoria. Solo nel 1927 esso fu ritrovato sotto l'arca marmorea al centro del Cappellone e fu costruita, al di sotto di questo, la cripta nel quale il corpo tuttora riposa. L'originaria chiesa di S. Agostino, per la presenza delle spoglie e per la fama di taumaturgo del santo che si diffuse in tutto il mondo, fu intitolata a S. Nicola. Di grande interesse artistico il portale.
Sulle vele della volta sono rappresentati i quattro Evangelisti ed i quattro Dottori della Chiesa. Nei lunettoni compaiono scene della vita della Vergine; nella fascia mediana sono descritti episodi della vita di Cristo mentre in quella inferiore compaiono momenti della vita di S. Nicola e la raffigurazione di alcuni suoi miracoli. Al centro del "Cappellone" si innalza una pregevole statua in pietra policromata sostenuta da un'arca in marmo sotto la quale era stato sepolto il corpo di S. Nicola.
Recenti studi attribuiscono le due opere, risalenti alla seconda metà
del '400, allo scultore fiorentino Niccolò di Giovanni che operò prevalentemente sulla costa orientale dell'Adriatico. Nella Basilica sono conservate anche altre importanti opere d'arte.
Il monumentale chiostro, costruito intorno al 1370, viene attribuito all'opera della locale corporazione di mastri carpentieri, falegnami, scalpellini, in buona parte di origine lombarda. Il chiostro è composto da 30 capitelli decorati con motivi vegetali, ad eccezione di quello angolare che presenta figure umane che la tradizione vuole siano i ritratti dei committenti. Le colonne sono costruite in cotto e differiscono tra loro per la forma, essendo alcune lobate, altre cilindriche altre ancora poliedriche. Raffinato ed elegante, nel lato sud del chiostro stesso, il portale in cotto, recante tracce di policromia, che immetteva nell?antico refettorio. Tre ali del chiostro sono integralmente conservate. la quarta invece, parallela alla chiesa, fu arretrata nei primi anni del secolo XVII° per dare spazio alle cinque cappelle costruite all'interno del lato destro della Basilica.
Da ricordare per il loro valore artistico, la "Visione di S. Anna" del Guercino, dipinta nel 1640; una notevole statua lignea da presepio raffigurante la "Madonna col Bambino" del secolo XIV affiancata da un S. Giuseppe, ed una pregevole "Deposizione" su tavola, residuo di una grande e complessa pala d'altare, databile al 1521, recentemente attribuita al pittore tolentinate Marchisiano di Giorgio.
Musei |
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| Palazzo Comunale | ||||||||
Sulla sinistra della Torre degli Orologi prospetta il Palazzo Comunale, quale è stato ricostruito nel 1860 su disegno del tolentinate E. Pallotta; a questo periodo risale la notizia di sottostanti ruderi di un probabile edificio termale romano.Sembra che l'antico Palazzo Comunale fosse fatto costruire da Berardo di Varano e risalga al 1361. Notizie documentate di restauri e rifacimenti risalgono alla prima metà del secolo XV. Nel 1515 si arricchì di un portico con colonne e di un'ampia scalinata, posta sulla destra del prospetto. Dopo un incendio doloso, appiccato nel 1528, subì ulteriori modifiche. L'aspetto visibile nell'ex voto n. 276 dell'anno 1703 (v. Museo degli ex voto presso la Basilica di S. Nicola). L'edificio, di soli due piani, aveva la facciata ornata dalle immagini della Madonna e di S. Nicola, dall'orologio e da numerosi stemmi. Sul capitello di una delle colonne del portico era posta la statua di Giulia figlia di Tito, attualmente conservata presso il Museo Archeologico.La facciata ripete, in forme più grevi, l'aspetto di quella antica: tra sei massicci pilastri si aprono cinque fornici sovrastati da uno stretto balcone. Due lesene angolari e due più interne tentano di dare una proporzione più leggera alla facciata. La Sala Consigliare fu affrescata dal Pallotta. Al centro del soffitto c'è una tempera, che rappresenta le Tre Grazie, del tolentinate G. Lucatelli (1751-1828), al quale si debbono anche le 28 tele che decorano il fascione con motivi mitologici. Sulla parete di fondo spicca un grande olio del Pallotta, (Madonna con Bambino), copia di un'opera del Murillo. Interessanti, nel Gabinetto del Sindaco, il ritratto su pergamena del sec. XV dell'umanista tolentinate Francesco Filelfo e due medaglioni con putti del Lucatelli, copie dalle pitture del Correggio nella camera della badessa Giovanna Piacenza del Monastero di S. Paolo in Parma. Nella Sala dei Matrimoni si può vedere una serie di ritratti di personaggi illustri tolentinati dovuta, in gran parte, al Pallotta. |
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| Torre degli orologi | ||||||||
In piazza della Libertà, sulla destra rispetto al Palazzo Comunale, si innalza il campanile della Chiesa di San Francesco che, per la presenza di un singolare orologio, è divenuto ormai il simbolo della Città. L' orologio ha una macchina collegata a quattro quadranti che indicano, le fasi lunari, le ore italiche,
l'ora astronomica e i giorni della settimana e del mese. E' opera di Antonio Podrini di
Sant'Angelo in Vado che lo costruì nel 1822.
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| Palazzo Sangallo | ||||||||
Di fronte al palazzo comunale s'innalza il Palazzo Sangallo. Palazzo Parisani, detto Palazzo Sangallo dal nome del progettista Antonio da Sangallo il Giovane, viene costruito per il tolentinate Cardinale Ascanio Parisani. La costruzione inizia presumibilmente intorno al 1540, ma non viene portata a termine per la morte improvvisa del Cardinale che causa l'interruzione dei lavori.
L'edificio rimane allo stato del solo basamento, coperto da un tetto a due spioventi, fino al suo completamento avvenuto nel 1932 su progetto dell'ing. Stefano Gentiloni Silverj. Del progetto originale esiste un disegno di Antonio da Sangallo, attualmente custodito agli Uffizi, che illustra la zona basamentale. Esistono inoltre documentazioni fotografiche e iconografiche della sua configurazione prima del completamento, ad esempio un ex voto, datato 1806 (n. 352), custodito nella Basilica di S. Nicola. Attualmente nel palazzo si può visitare il Museo Internazionale della caricatura.
Il Museo della Caricatura è stato ideato e voluto dal medico, pittore e caricaturista tolentinate Luigi Mari, che è stato anche il fondatore della Biennale Internazionale dell' Umorismo nell'Arte. Il museo, prima istituzione culturale del genere in Italia e nel Mondo, è oggi universalmente riconosciuto come un fondamentale riferimento per gli artisti, i critici, gli studiosi e tutti gli appassionati del settore. Il museo fu inaugurato il 6 settembre 1970, per essere poi sistemato, dal 1993, nel monumentale palazzo Sangallo, al centro della città. Il museo conserva attualmente più di 3000 opere originali dei più celebri maestri della caricatura e del umorismo di ogni tempo e paese. Dopo i recenti lavori di restauro e di catalogazione delle opere e con la sistemazione organica di giornali, libri e documenti d'epoca, il museo è in grado di offrire al visitatore il più ampio e completo panorama dell'arte umoristica mondiale. L'ordinamento delle sale espositive, che sviluppa la storia della caricatura dalle origini ai giorni nostri, è stato realizzato in modo da consentire una passeggiata stimolante, singolare, curiosa, di massimo interesse e di suggestivo divertimento culturale. Il museo si articola in Sala Storica, Sala Caricatura e Sala Umorismo. |
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| Cattedrale San Catervo | ||||||||
La vita della chiesa di San Catervo presenta tre fasi salienti. La prima, iniziatasi in data anteriore al mille, la vede in piedi fino al 1256 quando i monaci benedettini di San Catervo chiedono al Papa Alessandro IV° l'autorizzazione per poter restaurare la chiesa. La seconda fase inizia dopo il 1256, e di questa non si hanno elementi per determinare il rapporto con la prima Chiesa. La nuova chiesa sorgeva con asse orientato sulla direzione est-ovest, con tre navate in stile romanico ogivale e con pilastri cruciformi e presbiterio nell'area dell'attuale facciata. Questa costruzione, di cui resta una parte nella Cappella di San Catervo, detta allora cappella della SS. Trinità, rimase in piedi fino al 1820, quando si volle dare un nuovo assetto all'ormai vecchio edificio. L'incarico fu dato in un primo tempo al pittore Tolentinate Giuseppe Lucatelli e, in un secondo momento, all'Architetto Maceratese Conte Spada. Questi nell'assetto architettonico di tipo neoclassico, cambiò l'orientamento della chiesa da est-ovest a ovest-est, ponendo l'ingresso dove era il presbiterio della chiesa monastica del 1256 del quale rimane il grandioso portale ubicato sul lato sinistro della Chiesa. L'edificio a tre navate, inglobante le strutture della costruzione precedente, fu realizzato a croce latina con transetto terminante con due cappelle radiali.
La tradizione vuole che Catervio portò per primo in Tolentino i principi della fede in Cristo e che per questo subì il martirio. Il sarcofago fu aperto nel 1455 e ne fu estratto il capo di San Catervo che fu posto in un reliquiario per la venerazione dei fedeli. Della successiva apertura, avvenuta nel 1567, esiste documentata e particolareggiata testimonianza. In quella data furono rinvenuti i corpi di San Catervo e del figlio Basso. |
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| Chiesa San Francesco | ||||||||
| La chiesa fu eretta in forme romanico-gotiche nella seconda metà del '200 e modificata più volte nei secoli successivi.
Della struttura originaria rimangono l'abside decorata con archetti pensili in pietra e bacini maiolicati, e la cappella di destra, interamente dipinta. Gli affreschi che ornano l'angusto vano non costituiscono un vero e proprio ciclo ma, insieme con quelli staccati sistemati nelle cappelle della chiesa, rappresentano l'espressione viva e intensa della fede e della religiosità popolare. Le pitture della cappella sono di qualità decisamente elevata e fanno sorgere il dubbio se si tratti di dirette testimonianze della scuola riminese o se esse debbano essere riferite ad artisti di scuola locale. Tra le immagini, spicca sulla parete di fondo dell'antica navata, la "Crocifissione" riferibile alla prima metà del secolo XIV.
Tra gli affreschi staccati emerge, per la grazia e la delicatezza della composizione, "La Madonna con il Bambino" proveniente dalla Chiesa di San Giacomo, attribuibile al maestro del "Dormitio" di Terni, un notevole pittore attivo tra l'umbri meridionale e le marche nell'ultimo quarto del '300.
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Attraverso via Filelfo e imboccando via della Pace, sulla destra si trova l'imponente ma sobria facciata di Palazzo Bezzi-Parisani. La facciata del Palazzo, risalente alla fine del sec. XVII ma ricostruito su un edificio più antico, non ha particolari architettonici di rilievo; è da notare comunque il portale in pietra calcarea dove si trovano caratteri barocchi temperati tuttavia da una certa linearità. All'interno ospita le Sale Napoleoniche.
Queste si aprono alla sinistra di un unico corridoio al quale si accede attraverso un salone di rappresentanza, interessante per i mobili d'epoca e per i documenti esposti che fanno riferimento alla Pace di Tolentino. Pregevole per i mobili e per i quadri risalenti al XVII secolo è il salotto che immette nella stanza dove Napoleone Bonaparte, il 17 novembre 1797, sottoscrisse il trattato con la Santa Sede. Nella Stanza successiva, rivestita di damasco rosso, troneggia il baldacchino del letto dove dormì il Generale dal 16 al 19 febbraio dello stesso anno. Dopo l'occupazione, nel corso della Campagna d'Italia, da parte di Napoleone, di Bologna e gran parte dell'Emilia Papa Pio VI implorò la pace e fu stipulato l'armistizio del 23 giugno 1796. Successivamente, con una rapida spedizione, il Generale Bonaparte obbligò il Papa, che nel frattempo aveva violato l'armistizio, a tramutare il trattato nella pace di Tolentino (19 febbraio 1797), assai più gravosa per l'aumento dell'indennità da pagare e per la cessione definitiva alla Francia di Avignone, delle Legazioni di Bologna, Ferrara e della Romagna. Da parte di Pio VI fu inviata a Tolentino, dove giunse la sera del 16 febbraio, una delegazione capeggiata da Monsignor Lorenzo Caleppi che fu alloggiata nel Convento di San Nicola.
Nel frattempo il mattino del 15 era giunto a Tolentino il Generale francese Victor con 15 mila uomini. Napoleone Bonaparte, con tutto il suo stato maggiore, arrivò la sera del 16 prendendo alloggio nel Palazzo del Conte Parisani. Dopo drammatici contrasti in seno alla delegazione pontificia e dopo un teatrale gesto di Napoleone, che giunse a strappare alcune pagine già scritte del trattato, il 19 pomeriggio vi fu la conclusione delle trattative e la firma del Trattato.
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| Chiesa Sacro cuore | ||||||||
La chiesa del Sacro Cuore ha un'interessante facciata completamente in laterizio. Sia la facciata che gli affreschi dell'interno sono opera di Luigi Fontana, cosi come la pala raffigurante "La visita del Sacro Cuore a S.Maria Alacoque". Sulla parete destra vi si trova una grande tela del secolo XVIII, che rappresenta la Madonna tra S.Nicola e S.Benedetto; sulla parete sinistra, S.Giacinta Marescalchi, del Tolentinate C.Capoferri. Nella chiesa ha la sede la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù, detta anche dei "Sacconi" per le vesti di rozzo tessuto che i confratelli incappucciati usano, ancora oggi, indossare nella "Processione del Venerdì Santo".
La confraternita fu istituita nel 1805 ed ebbe la prima sede nella Chiesa di S.Vito che sorgeva presso il convento di Santa Caterina. Solamente nel 1835 fu concessa la chiesa di S.Benedetto, dal cui ampliamento deriva l'attuale. Interessante la visita al museo della confraternita.
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| Teatro Nicola Vaccaj | ||||||||
| Il teatro attualmente intitolato a Nicola Vaccaj fu terminato nel 1795 ma inaugurato solamente il 10 settembre 1797.
Il benestare all'elaborazione e all'approvazione del progetto che risale al 1787, venne concessa dal Cardinale Carandini, cognato di Domenico Parisani, prefetto della Sacra Congregazione del Governo. In suo onore il teatro fu chiamato "dell' Aquila" dall' aquila a due teste che compare nello stemma di famiglia. Il progetto e le decorazioni furono affidate all'architetto e pittore Giuseppe Lucatelli. La facciata, sobria ed elegante, è da considerarsi una delle migliori opere architettoniche di Giuseppe Lucatelli. Le proporzioni armoniche, la stretta corrispondenza tra le forme architettoniche ed i volumi necessari, ogni modellatura e decorazione barocca, seguono gli stili del neoclassicismo di cui il Lucatelli fu il primo e principale interprete nel maceratese. Alla sommità dell'ingresso centrale è collocato lo stemma in marmo con "L'Aquila bicipite"; sulla sinistra lo stemma del Comune di Tolentino. La facciata dell'ala aggiunta dall' ingegner Gullini nel 1879 si presentano più pesanti e meno lineari e, pur integrandosi con l'opera Lucatelliana non riescono a raggiungere il medesimo grado di plasticità e armonia. Le tenui e calde tinte e le composizioni neoclassiche avvicinano la pittura del Lucatelli a quella del Correggio - che egli aveva studiato a Parma con profonda attenzione - e di Anton Raffaello Mengs di cui fu il discepolo prediletto. Il Fontana preparò il disegno per le pareti (forse ripetendo le ripartizioni in quadri della primitiva decorazione del Lucatelli) che furono poi eseguite dai suoi collaboratori, in stile "Pompeiano". Nel sipario - dovuto anch'esso al Fontana ed allievi e che sostituì quello del Lucatelli - compare un'architettura fantastica rappresentante Firenze e Venezia i cui elementi di unione sono costituiti dalle due figure dell'umanista Francesco Filelfo, avvolte in un maestoso paludamento, e del condottiero Nicolò Mauruzi a cavallo. Ambedue infatti ebbero relazioni importanti e di diversa natura con le due illustri città. |
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| Chiesa SS. Crocifisso | ||||||||
| E' una tipica Chiesa Cappuccina, ma si segnala per la sobrietà e l'eleganza sia dell'esterno, sia dell'interno. La chiesa trae le sue origini dalla venuta dei Cappuccini nel territorio Tolentinate.
Questi religiosi, venuti a Tolentino intorno al 1539, iniziarono la costruzione nell'anno 1589, quando la Nobile Laura Zampeschi, vedova di Alessandro Parisani donò parte dei suoi orti per la costruzione della Chiesa che fu consacrata nel 1596. Solo nel 1926 fu intitolata come nuova Parrocchia al SS.Crocifisso. All'interno, lo stile è quello tipico Cappuccino delle origini, con un'unica navata con tre cappelle ed altari da un lato. L'elemento più interessante è costituito dall'altare maggiore in legno intagliato che unitamente al Tabernacolo, è opera di due Cappuccini (1689). Tra le opere più significative si può ammirare una interessante tela di ambito fiammingo del sec. XVI, "Cristo nell?orto". La pala dell'altare rappresenta "La Madonna con il Bambino". Quest'opera, considerate le condizioni, ha incerte attribuzioni. In una lettera inviata ai Priori di Tolentino nel 1604 da Lancillotto Mauruzi, veniva raccomandato il famoso pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio, ospite della città di Tolentino. Per questo motivo l'opera è stata anche attribuita all'illustre pittore. |
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| Chiesa Santa Maria | ||||||||
| Edificata sopra i resti di un tempio romano, nel corso dei secoli ha subito varie ristrutturazioni fino all'attuale sistemazione risalente al 1740.
Sull'altare maggiore si trova l'immagine lignea della "Madonna della Tempesta". La statua, databile al tardo Trecento, è scolpita in legno ricoperto da un leggero intonaco di gesso policromo: la sua antichità e il pregio artistico pongono l'opera tra gli esemplari più interessanti della scultura marchigiana. Nella chiesa si possono inoltre ammirare affreschi raffiguranti "Madonna col Bambino e Santi" del Maestro della Dormitio di Terni (sec. XIV), una tela dell' "Immacolata" e l'affresco della "Madonna delle Grazie" del XVI sec., una possente statua in legno policromo del "Cristo morto" (sec. XVII).
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| Auditorium San Giacomo - Chiesa della Carità | ||||||||
In piazza Mauruzi sulla destra dell'ingresso della Chiesa di San Francesco si erge l'ex Chiesa della Carità, in origine dedicata a San Giacomo, Dal 1970 la Chiesa non è più aperta al culto, ed è attualmente adibita ad auditorium. Dalla Via della Carità si può ammirare la parte inferiore del campanile romanico con un' unica cella campanaria terminante con un cupolino seicentesco intonacato di recente. Le prime notizie documentarie si riferiscono ad una pergamena del 1233; tuttavia la chiesa doveva esistere già nel XII secolo, epoca a cui risale il portale romanico. La struttura iniziale fu ampliata verso il 1421 grazie al Vescovo camerte Giovanni, alle donazioni di fedeli e alle concessioni del Comune di Tolentino. Nell’uso comune la Chiesa acquisì la denominazione “della Carità” quando, nei primi decenni dell'Ottocento, divenne sede della Confraternita omonima.
Sopra il portale vi è una grande rosa di dodici colonnine disposte a raggiera; ai lati vi sono due aperture seicentesche attualmente tamponate. All'interno vi sono due navate. Quella principale è abbellita dal soffitto a cassettoni del secolo XVI al centro del quale è inserita una statua in legno dorato che raffigura San Giacomo Apostolo, di scuola bolognese. I cassettoni, sono decorati con quattro rosette angolari e un rosone centrale più grande da cui pende un fiocco.
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| Monumento ai Caduti | ||||||||
| Eretto per onorare la memoria dei Caduti nella guerra del 1915-18, si deve allo scultore Angelo Zanelli, progettista
dell' "Altare della Patria" a Roma. E’ composto da una lunga fascia decorativa in bronzo che mostra in bassorilievo le fasi e le attività della vita umana e, al centro, da una Vittoria alata che scende a volo sull’aratro. Il monumento, la cui lunghezza totale è di circa 50 metri, orna l’originario ingresso allo stadio, non a caso denominato "della Vittoria”. |
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| Ponte del diavolo | ||||||||
Il ponte, eretto nel 1268 su disegno di Mastro Bentivegna, unico nella sua forma per tutto il corso del Chienti, ha cinque arcate centinate sorrette da possenti piloni, con torre-barriera quadrangolare, merlata alla guelfa. La sua denominazione di "Ponte del Diavolo" deriva da una leggenda comune a tanti ponti sparsi per l'Europa. Una lapide moderna è affissa alla parete della torre, al posto di quella originale, per la quale fu utilizzato il fondo di un sarcofago romano. (Parte della lapide è ora conservata nel lapidario presso la basilica di San Nicola) Nel 1524, per deliberazione del Comune, fu innalzata sullo spigolo del pilone centrale un'edicola sacra che tuttora rimane, con un affresco che rappresenta la Vergine con il Bambino. Il 30 giugno 1944, durante la seconda guerra mondiale, le truppe tedesche in ritirata fecero saltare l'arcata centrale del ponte che in seguito venne ricostruita nella forma originaria. Di fronte all'arco della torre del ponte si erge la porta del ponte dalla quale ha inizio l'imponente cinta muraria.
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| Abbazia di Fiastra | ||||||||
| Edificata nel 1142 da monaci cistercensi provenienti dall'Abbazia di Chiaravalle di Milano, è uno degli esempi di arte romanico-cistercense più belli ed incontaminati in Italia. La Chiesa è formata da tre navate, di cui la principale altissima, e divisa in otto campate. Ė lunga 72 metri, larga 20 e alta 30. Caratteristici sono gli otto pilastri quadrangolari e poligonali terminati da capitelli in stile romanico che ornano l'imponente navata centrale della Chiesa, scolpiti forse dagli stessi monaci. Grandiosi il chiostro del sec. XV, la sala capitolare e il refettorio dei conversi, ben conservato e sorretto da sette colonne romane con enormi capitelli, prelevati dalla vicina città romana di Urbs Salvia (oggi Urbisaglia). L'intera struttura dell'Abbazia di Fiastra, che comprende anche alcuni musei, è circondata da un bosco popolato da molte specie animali e vegetali protette, visitabile con guide. |
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| Castello della Rancia | ||||||||
| A qualche chilometro dal centro abitato di Tolentino si erge, solitario e maestoso, ben visibile anche dalla superstrada, il Castello della Rancia. Fu costruito nel 1357 per ordine di Rodolfo Varano, signore di Camerino, nel punto in cui sorgeva anticamente una casa-torre abitata da un piccolo feudatario. Lo scopo di Rodolfo era quello di costituire una fattoria fortificata sul modello di quelle cistercensi (“grance”, da cui il nome) dipendenti dalla vicina Abbadia di Fiastra. Dell’antica residenza feudale sono rimaste il mastio e poche altre strutture. Il Castello della Rancia, costituito da una cinta merlata con due torri angolari, era forse circondato da un fossato sul quale calava un ponte levatoio. Nel corso dei secoli il Castello della Rancia è stato teatro di molte battaglie che hanno visto come protagonisti Giovanni Acuto, il Lando, Braccio da Montone, Nicolò Piccinino e Francesco Sforza, oltre naturalmente a quella che viene ricordata come la prima battaglia per l’Indipendenza (2-3 maggio 1815) fra i Napoletani di Murat, che voleva unificare l’Italia, e gli Austriaci. Di questo evento si ripete ogni anno alla fine di aprile una riuscita rievocazione storica con centinaia di figuranti. |
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| Terme Santa Lucia | ||||||||
Il complesso termale di Santa Lucia si innalza su una collina, appena fuori Tolentino, a circa 400 metri di altitudine. |
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Musei |
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| Museo Internazionale della Caricatura | ||||||||
| www.biennaleumorismo.org | ||||||||
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Il Museo Internazionale della Caricatura di Tolentino è l'unico del genere in Italia e fra i pochi nel mondo. Fu inaugurato il 6 settembre 1970 su iniziativa di Luigi Mari. Insieme ai numerosi libri, giornali, cataloghi e documenti storici, il Museo, diretto da Melanton, conserva più di 3.000 opere originali tra incisioni, pitture, disegni, sculture dei maggiori artisti, tra i quali: Leonardo, Agostino Carracci, Daumier, Gulbransson, Galantara, Scarpelli, Maccari, Attalo, Onorato, Topor, Nino Za, Longanesi, Searle, Levine, Jacovitti, Mordillo, Fellini, Altan, Garretto, Folon... La Biennale di Tolentino è una delle poche istituzioni culturali italiane di carattere internazionale che, dal 1961, si rivolge alla promozione e alla divulgazione della Caricatura e dell'Arte umoristica di ogni tempo e paese. Ideata e diretta dal medico e caricaturista tolentinate Luigi Mari, la prima edizione si svolse dal 10 al 24 settembre del 1961.
Da allora la partecipazione si è sempre più allargata fino a raggiungere nel 1999 una rappresentanza di 52 nazioni. Dal 1975 la Biennale, per onorare il nome del suo fondatore, ha istituito il Premio "Luigi Mari", destinato alla migliore opera per il ritratto caricaturale. ORARIO di APERTURA |
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| Museo Civico Archeologico | ||||||||
| Il Museo Civico Archeologico "Aristide Gentiloni Silverj" è oggi sistemato nell'ala nord del Castello della Rancia. I materiali conservati, testimonianza archeologica direttamente pertinente alla più antica storia della città e al suo territorio, provengono per la gran parte dai contesti di scavo ottocentesco e da rinvenimenti isolati dal Comune. Tra i materiali litici presenti da notare l'amigdala in selce rossa databile al Paleolitico inferiore, la serie di punte di freccia del Neolitico ed Eneolitico e le 16 asce di pietra levigata. Dalle Necropoli scavate negli anni 1879-1884 e tutte situate al di fuori dell'attuale centro storico provengono i reperti più significativi per la storia dell'antico sito, ascrivibili alla civiltà picena, fiorita durante l'età del ferro dal IX al III sec. a.C. nella zona compresa tra i fiumi Foglia e Pescara ed il tratto appenninico. La Necropoli Rotondo ha restituito il corredo di VIII sec. a.C. con fibula a sanguisuga, ribattini e fibula con nucleo di ambra; interessanti i corredi delle cinque tombe della Necropoli Bura con circoli di pietre, datate al VII sec. a.C. tra cui una fibula a drago con antenne, pendagli e vasi d'impasto; dalla Necropoli Benadduci il corredo della T. 23 di età orientalizzante con carro da guerra e morsi di cavallo in ferro; dalla Necropoli S.Egidio corredi del VI-IV sec. con prodotti di importazione etrusca, tra cui lo stamnos della tomba 8. Notevole anche il corredo della tomba detta di Porta del Ponte con vasellame bronzeo etrusco ed una serie di anse figurate con signore dei cavalli di produzione locale. Belle le ceramiche attiche provenienti dalla Necropoli Settedolori, a figure nere (tombe 31-40) a figure rosse (t. 22) il cratere a colonnette e la kylix da riferire alla scuola del pittore di Pentesilea, fibule e ornamenti vari. Tra i materiali sporadici dal territorio numerose fibule a sanguisuga e pendagli di tipo piceno, vasellame ed armi bronzee, un bronzetto di Ercole con clava, un'anfora greca a figure nere (Pittore vicino al gruppo di Leagros di fine VI sec. a.C., uno skyphos greco a figure nere e due specchi etruschi datati al 300 a.C.. Per il periodo romano numerose lucerne, pesi, un'ermetta in marmo, la grande statua marmorea di età flavia, riferibile a Giulia figlia di Tito, rinvenuta nel 1508 in contrada S. Egidio ed un'ara di età flavia con bucrani ed encarpo di foglie fiori e frutta. Appartiene al Museo Civico anche il Lapidarium, ricca raccolta di epigrafi latine, per la gran parte di I sec. d.C. che costituiscono importante testimonianza del periodo romano della città. A queste se ne aggiungono alcune di epoca tardo-antica e medievale, sempre dal comprensorio del Comune, tra cui l'iscrizione relativa alla costruzione del "Ponte del Diavolo" del 1268 ed un cippo etrusco con iscrizione. ORARIO di APERTURA |
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| Museo Archeologico Aristide Gentiloni Silverj | ||||||||
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Castello della Rancia |
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| Museo del Santuario | ||||||||
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Piazza S. Nicola, 3 Aperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 12.00 nel pomeriggio dalle ore 16.00 alle ore 19.00 |
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| Museo dell'Arciconfraternita del SS. Cuore di Gesù | ||||||||
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Via G. Corridoni, 15/17/19 +39 330 419 687 Natale e Pasqua aperto dalle ore 9.00 alle ore 12.00 nel pomeriggio dalle oer 16.00 alle ore 19.00 ; su richiesta per altri periodi |
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| Museo della Civiltà Contadina | ||||||||
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C.da Abbadia di Fiastra +39 0 733 202 122 (Fondazione) - +39 0 733 202 942 (Informazioni) Aperto la domenica dalle ore 10.00 alle ore 12.30 nel pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 18.30; aperto dalle ore 10.00 alle ore 12.30 nel pomeriggio aperto dalle ore 15.30 alle ore 18.30; tutti i giorni (Agosto) Ingresso € 1,03 (cumulativo con Museo Naturalistico)Il Museo raccoglie attrezzi della cultura contadina della zona di Macerata. |
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| Museo Presepistico | ||||||||
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Basilica di San Nicola |
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| Museo Storico Naturalistico | ||||||||
| C.da Abbadia di Fiastra +39 0 733 202 122 (Fondazione) - +39 0 733 202 942 (Informazioni) Aperto la domenica dalle ore 10.00 alle ore 12.30 nel pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 18.30; aperto dalle ore 10.00 alle ore 12.30 nel pomeriggio aperto dalle ore 15.30 alle ore 18.30; tutti i giorni (Agosto) |
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| Palazzo Parisani Bezzi | ||||||||
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Via della Pace - Palazzo Parisani - Bezzi +39 0 733 969 797 Nel centro storico della Città, in via della Pace, si trova il Palazzo Parisani - Bezzi. Ricostruito su di un edificio più antico nel XVII secolo è stato per molti secoli di proprietà della famiglia nobile dei Parisani. L'intero stabile è stato recentemente interessato da un complesso e completo intervento di restauro conservativo e da lavori di ristrutturazione. Infatti sono stati interamente recuperati tutti gli ampi ambienti del piano nobile ed i locali del secondo piano. Palazzo Parisani ? Bezzi ospitò diverse personalità ma è divenuto famoso per aver accolto, dal 16 al 19 febbraio del 1797, Napoleone Bonaparte. Il giovane condottiero francese, al termine della Campagna d'Italia, sottoscrisse, nella sala gialla, con i delegati della Santa Sede inviati da Papa Pio VI, il Trattato della Pace di Tolentino. Ancora oggi è possibile visitare le stanze occupate da Napoleone, con i mobili ed i suppellettili dell'epoca. Di particolare rilevanza la piccola sala che conserva le sedie, le consolle, le specchiere ed il piccolo tavolo dove fu sottoscritto e firmato il Trattato di Pace, che reca ancora le macchie di inchiostro del calamaio più volte rovesciato durante le trattative da Napoleone. Ironia della sorte, Palazzo Parisani ? Bezzi ha anche ospitato nei primi giorni del maggio 1815 anche il Barone Federico Bianchi, comandante delle truppe austriache, che sconfisse, poche settimane prima di Waterloo, Gioacchino Murat, cognato di Bonaparte, nei pressi del Castello della Rancia, in quella che gli storici ancora oggi chiamano la Battaglia di Tolentino e che viene considerato come il primo scontro combattuto per l'unità d'Italia. Oggi Palazzo Parisani ? Bezzi recupera la sua vocazione museale ed a fianco delle Sale Napoleoniche, presenta spazi adeguati ad accogliere mostre, esposizioni ed eventi. |
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| Raccolta Archeologica | ||||||||
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C.da Abbadia di Fiastra +39 0733 202 122 (Fondazione) - +39 0 733 202 942 (Informazioni) Ingresso € 2,58 intero, € 2,066 ridotto Il Museo conserva una raccolta di reperti archeologici provenienti dalla città romana di Urbs Salvia. |
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Eventi e Manifestazioni |
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| Tolentino 815 | ||||||||
| www.tolentino815.it | ||||||||
L’Associazione TOLENTINO 815 in collaborazione con il Comune di Tolentino organizza la Rievocazione Storica in costume della Battaglia di Tolentino, combattuta il 2 e 3 maggio 1815 tra l'esercito di Giacchino Murat, Re di Napoli, e quello austriaco del Barone Federico Bianchi; considerata da vari storici come la Prima battaglia per l’Indipendenza Italiana. Tolentino crocevia della Storia Nazionale: inizio e fine dell’epoca franco-italica, tra il declino del potere temporale pontificio (Trattato di Tolentino, firmato il 19 fabbraio 1797 tra Napoleone Bonaparte ed i rappresentanti dei Papa Pio VI) e le origine del Risorgimento (Battaglia di Tolentino).
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| Estate Tolentinate | ||||||||
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Estate Tolentinate - Calendario completo 2008 |
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